Appena sei anni di vita, un curriculum entusiasmante e grandi progetti per il futuro, oltre ad una collezione permanente che ha saputo svilupparsi, ampliarsi, arricchirsi nel tempo.
Il MAN mette in mostra se stesso ed invita il suo pubblico - sempre più numeroso e sempre più eterogeneo - a visitare i propri spazi occupati fino al 27 febbraio dalla collezione permanente.
Non più timidamente denominata ‘Un percorso dell’arte in Sardegna nel XX secolo’, come titolava la prima raccolta, ma ‘Dal Novecento Ad oggi’. DNA, appunto. Un acronimo un po’ forzato al sapore di genetica, che si assume l’arduo compito di raccontare l’evoluzione artistica isolana dall’origine dell’arte ‘moderna’ ai giorni nostri.
Lo fa mettendo in mostra un’ampia selezione di opere, da osservare attraverso un nuovo allestimento curato da Cristiana Collu ed un catalogo-guida a firma di Antonello Cuccu.
Ai capolavori del primo nucleo, vengono affiancate opere di recente acquisizione; entrano nuove personalità artistiche e quelle già presenti si propongono con ulteriori testimonianze. Si cerca di colmare le assenze e stabilire nuovi rapporti o specifiche differenze.
Tre piani tre, tutti dedicati all’arte di Sardegna osservata da un punto di vista nuorocentrico, ma con digressioni qua e là che coinvolgono altre realtà isolane. Si inizia con La Cacciata dell’arrendatore, grande tela realizzata da Mario Delitala per la sala del consiglio di Nuoro, introdotta da una delle lunette sovrapporta, intitolate alla Fede. Di fede e devozione parlano le opere di Giuseppe Biasi e Carmelo Floris, il Ritratto di Monsignore di Mario Paglietti fino alla Processione, dall’originale taglio fotografico, di Giovanni Ciusa Romagna.
lunedì 22 febbraio 2010
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